Il lavoro sul lavoro

Pescara – 13/22 dicembre 2021 – Il lavoro sul lavoro 

Lecce – 10/22 ottobre 2022  – Il lavoro sul lavoro + le donne (1)

Vicenza – 23/30 novembre 2022 – Il lavoro sul lavoro + le donne (2)

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Lavoratori…

(Alberto Sordi ne I Vitelloni di Federico Fellini)

 

Percorso d’arte drammatica per un cambiamento politico

Il lavoro sul lavoro è il titolo che definisce l’orizzonte di ricerca della compagnia per il prossimo triennio e si innesta nell’evoluzione più recente degli studi stanislavskijani, che da sempre sono matrice creativa di TB. Il titolo richiama i due più noti saggi del maestro russo, “Il lavoro dell’attore su sé stesso” e il “Lavoro dell’attore sul personaggio”, e indica l’ambito del cimento.

Il progetto artistico vuole essere una riflessione sul cambiamento come categoria esistenziale e filosofica, un racconto dei cambiamenti in corso nelle dinamiche e nella natura stessa del lavoro umano, un percorso di cambiamento dei processi di lavoro creativo interni alla compagnia, un’azione volta a produrre cambiamento socio-politico nelle comunità in cui la compagnia interviene. Si sviluppa, inoltre, attraverso azioni di ricerca sul campo, trasformazione di pratiche di lavoro e infine si compie nella riconsiderazione del momento di incontro con lo spettatore inteso come complice di un’esperienza.

Il risultato è un processo

Il Lavoro sul lavoro è a un tempo uno spettacolo e un laboratorio permanente con cadenza periodica, che avrà una natura dinamica e continuamente in evoluzione lungo l’intero arco del triennio: si parte da un’indagine sui diritti e sulla consapevolezza dei medesimi in seno alla classe dei lavoratori dello spettacolo, per poi ampliare la riflessione con i riferimenti più classici quali: Il Manifesto del Partito Comunista di Karl Marx e Friedrich Engels, le opere di Adam Smith, Hannah Arendt, Luciano Gallino, Karl Polanyi, Alain Supiot e Georg Simmel. Attraverso i saggi di Byung-chul Han parleremo del superamento della società del dominio e l’affermazione della società della prestazione, e attraverso quelli di Yuval Noah Harari dell’intelligenza artificiale (Artificial Intelligence) e dell’apprendimento automatico (Machine Learning), che pongono nuove grandi sfide per l’organizzazione del lavoro e per i singoli lavoratori.

Si giunge, infine, attraverso pratiche di osservazione, al racconto teatrale della realtà.

Il lavoro qui è inteso principalmente come opera umana che esercita una trasformazione sugli oggetti, ma in questo percorso teatrale gli attori sono sia gli artefici sia gli oggetti della trasformazione.

Ciò che interessa è quindi l’arco di tempo di maturazione di uno spettacolo, che debutta in un modo, ma nasce per modificarsi in ogni sua tappa, e ha natura intrinsecamente cangiante, come il lavoro della compagnia che produce cambiamento mentre a sua volta si trasforma.

Lo spettacolo è il laboratorio

Anche se potessimo continuare a inventare nuovi posti di lavoro e riqualificare la forza lavoro, dovremmo chiederci se l’umano medio riuscirà ad avere la resistenza emotiva necessaria per una vita costellata da questi cambiamenti senza fine”.
(Yuval Noah Harari)

Uno Spettacolo Laboratorio è un cantiere sempre aperto, sempre in evoluzione, sempre in debutto, sempre in prestazione: si lavora sul lavoro, sulle sue tematiche, sui diritti, sui conflitti. Gli attori lavorano su se stessi e sui propri personaggi, si lavora ogni giorno, in alcuni giorni, in alcuni momenti, c’è anche il pubblico. È un ciclo di produzione continuo, come quello di un’industria o di un ristorante, nei quali l’incontro con il pubblico/mercato è solo una fase. A partire da un’ossatura strutturale del lavoro incentrata sul tema dei diritti e affidata agli attori storici della compagnia, si individuano partner, temi, episodi e luoghi per declinare l’indagine su problematiche determinate. Così nascono e si strutturano le collaborazioni con teatri, compagnie, artisti, imprese, sindacati, lavoratori e istituzioni specifiche e, attraverso queste collaborazioni, si declinano tematiche e si preparano gli incontri con il Pubblico.

Il Lavoro sul Lavoro + Tema

In ogni sessione, in ogni tappa, ci si confronta con i temi nella prospettiva dell’analisi della trasformazione del lavoro umano e per citarne alcuni: i Diritti, il Sud, la Sostenibilità Ambientale, la Diversità, il Conflitto Sociale, la Reificazione del corpo della Donna, la Pubblicità come Propaganda Neoliberista, la Disintermediazione, il Digitale, lo Smart Working, l’Intelligenza Artificiale, il Machine Learning, la Scomparsa di vecchi lavori e la Nascita di nuovi.

In ogni tappa del processo si individua tra questi un tema principale assieme al teatro/compagnia/impresa/sindacato/istituzione che sostiene il progetto e in relazione al bisogno di cambiamento della comunità in cui si opera.

Si sviluppano due settimane di lavoro laboratoriale, condotto da TB e aperto agli attori proposti dal teatro ospitante. Il lavoro sarà costituito da training, approfondimento sul tema specifico anche attraverso azioni di ricerca sul campo, formazione e sperimentazione sulle metodologie creative di TB.

Le due settimane di prova sono di sei giorni lavorativi di otto ore ciascuno, come da contratto nazionale. Tutti i partecipanti, nel rispetto della diversità di anzianità e competenza, saranno inquadrati secondo quanto previsto dalle normative.

Alla giornata di lavoro tipo, a partire dalla seconda settimana, partecipano un numero massimo di spettatori pari a quello degli attori, e li affiancano uno ciascuno durante l’arco dell’intera giornata.

Al termine del turno giornaliero, il singolo spettatore pagherà un biglietto per una cifra proposta da lui stesso, proporzionata al valore che attribuisce all’esperienza e alla competenza degli attori.

Gli ultimi tre giorni si incontra il pubblico attraverso uno spettacolo realizzato in forma di composizione d’ensemble, che avrà come titolo “Il Lavoro sul Lavoro + il tema principale prescelto”, ad esempio “Il Lavoro sul Lavoro + Sostenibilità Ambientale”, di una durata complessiva di circa 90 minuti.

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A Pescara gli Errori in corso di Teatro dei Borgia – Il lavoro sul lavoro 

di Simone Pacini

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