Possibili

MM KABARETT

Ideazione e regia di Gianpiero Alighiero Borgia
Con Elena Cotugno 

APPUNTI

Il Mussolini di questo progetto, impersonato dall’attrice Elena Cotugno, recentemente impostasi all’attenzione del teatro italiano per la sua Medea per Strada, diventa per paradosso l’italiano per eccellenza, la macchietta del maschio rovesciata in donna, l’oggetto di uno studio analitico, antropologico, psicologico e comportamentale su alcuni tratti dell’italianità che riconosciamo in noi stessi e nei nostri connazionali, con l’ausilio di quella distanza che il tempo e la storia ci consentono.

La gestazione dello spettacolo avviene a seguito di un percorso di studio di alcuni autori di riferimento: De Felice, Montanelli, Scurati, Woller, Longanesi, Flaiano, Petrolini, attraverso una creazione corale che vede sin da principio, nelle fasi di ideazione e scrittura, il coinvolgimento degli attori e l’affiancamento al regista e al drammaturgo anche di un compositore e di un coreografo, oltre che di scenografo, costumista e light designer.

ERCOLE L’INVISIBILE

di Fabrizio Sinisi
ideazione e regia Gianpiero Alighiero Borgia

Progettare errori è possibile? Secondo noi è inevitabile. Un esito è sempre il più evoluto, il più accettabile degli errori, quello che decidiamo di farci andare bene.
Non possiamo accettare i nostri errori solo perché non possiamo permetterci di perdere persone, denaro, tempo.
Lavorare mesi con un attore, un professionista di cui si ha stima, fare tre repliche e poi decidere che quello che abbiamo fatto non ci va bene è doloroso.
Riprovare, proporre lo stesso lavoro a un altro attore e alla fine rendersi conto che non va ancora bene può far dubitare di se stessi.
È andata così con Eracle, odiatore diventato dopo un debutto a Castrovillari Studio sull’Eracle,  per il debutto a Barletta.
Due possibilità per uno spettacolo che ha ricevuto, per entrambe le versioni, commenti positivi da parte dei critici e del pubblico.
Adesso siamo SOSPESI e così questo Ercole, invisibile, continua a crescere, continua a interrogarci.

(“Quella bianca voglio, quella bianca”
Melville – Moby Dick. )

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