I Cabaret Storici

Tutto è cominciato da una importante collaborazione con il Teatro Nazionale della Croazia Ivan Zajc, nella città di Rijeka, Fiume in italiano, teatro in cui risiede la compagnia del Dramma Italiano.
L’ idea era di dare origine a una trilogia di cabaret che vogliono essere una riflessione critica, compiuta attraverso la chiave dell’ironia, sulla Storia, la politica e i costumi italiani a partire dai primi anni del 900.
Poi, man mano che il progetto di ricerca artistica di TB si andava delineando, anche attraverso il lavoro di approfondimento sui miti greci e sulla loro attualizzazione, la riflessione sulla Storia dai primi del 900 ha cominciato ad allargarsi a tematiche di carattere civile e umanistico.
Nasce così la trilogia dei Cabaret Storici.
Il progetto ha permesso l’incontro di professionalità e mondi teatrali differenti e distanti tra loro ed offre una lettura della storia compiuta attraverso un prisma assai variegato.

Cabaret D’Annunzio
Il primo spettacolo della trilogia, prodotto nel 2017, è stato Cabaret D’Annunzio. Attraverso il racconto della vita di uno dei personaggi scomodi e inqualificabili della storia italiana, Cabaret D’Annunzio inaugura un genere teatrale che ha due fondamentali radici di base: una è la commedia brillante e il teatro di avanspettacolo, di cui nei passati decenni l’Italia è stata una brillante e originalissima fucina; la seconda è senz’altro il teatro brechtiano.

Cabaret Sacco & Vanzetti
Il progetto di collaborazione con il Teatro Ivan Zajc di Fiume, ha dato alla luce il secondo spettacolo del ciclo: Cabaret Sacco & Vanzetti.
L‘ immigrazione, il pregiudizio razziale, la giustizia, sono temi che solcano le coscienze di tutti e fanno parte della storia del 900 , si mischiano agli eventi e ai rappresentanti politici del secolo scorso ed entrano così a far parte del progetto dei Cabaret. Per questo TB, nel solco del proprio impegno sul fronte dell’arte civile, decide di raccontare la vicenda di due migranti italiani vittime e simbolo di ogni discriminazione e ingiustizia.
La denominazione di “Cabaret” diventa ambigua e acquista più senso grazie alla volontà di creare spettacoli riflessivi, che aiutino, con la leggerezza, a fare i conti con la storia, troppo spesso rielaborata dalla collettività attraverso le dinamiche rituali del capro espiatorio. Allo stesso tempo cresce il desiderio artistico di scavare nell’avanspettacolo, ovvero in quella forma di teatro quasi dimenticato intarsiato di luci e ombre, musica e leggerezza apparente, quanto nel teatro brechtiano.

MM Kabarett
Attualmente è in lavorazione il terzo e ultimo Cabaret che completa il ciclo con un approfondimento sull’uomo attraverso la Storia: MM Kabarett, un‘indagine sull’Italia, sugli italiani e su noi stessi. In Italia riemerge ciclicamente la questione se stia o meno tornando il fascismo. Si attribuiscono sovente ai leader dai tratti caratteriali più decisionisti – da De Gasperi a Segni, da Craxi a Berlusconi, da Grillo a Salvini – preoccupanti somiglianze con la figura di Mussolini. Oggi, per via dell’affermazione politica dei nuovi populismi, il tema è di prepotente attualità.Il Mussolini di questo progetto è impersonato da Elena Cotugno, e lo studio consiste nel tentativo di rendere questo personaggio, per paradosso, l’Italiano per eccellenza, la macchietta del maschio rovesciata in donna, l’oggetto di uno studio analitico, antropologico, psicologico e comportamentale su alcuni tratti dell’italianità che riconosciamo in noi stessi e nei nostri connazionali, con l’ausilio di quella distanza che l’interpretazione di un’attrice donna, il tempo e la storia ci concedono per una migliore messa a fuoco.

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